L’Australia sospende la proposta di tariffazione per gli utenti stradali dei veicoli elettrici a causa dell’impennata delle vendite di veicoli elettrici

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Sembra che il governo federale australiano abbia frenato il progetto di introdurre una tariffa nazionale per l’utenza stradale per i veicoli elettrici (EV). Nonostante le precedenti indicazioni secondo cui un nuovo quadro fiscale sarebbe stato presentato nel prossimo bilancio di maggio, il Ministro dei Trasporti Catherine King ha segnalato che i tempi potrebbero non essere più maturi.

Un cambiamento nelle priorità

La decisione di ritardare l’annuncio arriva in un momento cruciale per il mercato automobilistico australiano. Mentre i prezzi del carburante hanno raggiunto livelli record nel marzo 2026, l’adozione dei veicoli elettrici ha registrato un picco enorme, con le vendite in aumento dell’88,9% per conquistare una quota di mercato del 14,6%. In particolare, la Tesla Model Y è diventata un successo mainstream, classificandosi come il terzo veicolo più popolare nel paese, dietro solo al Ford Ranger e alla Toyota HiLux.

Il ministro King ha indicato che il governo è cauto nel soffocare questo slancio.

“Al momento stiamo cercando di incoraggiare quanto più possibile la diffusione dei veicoli elettrici… non vogliamo disincentivare affatto tale diffusione,” ha affermato King, sottolineando la difficoltà di trovare un percorso legislativo attraverso il Parlamento.

Il divario nelle entrate: perché viene presa in considerazione un’addebito

Il motivo principale dietro l’imposta proposta è un buco crescente nel bilancio federale. Tradizionalmente, le infrastrutture stradali sono finanziate attraverso l’accisa sul carburante, un’imposta pagata su benzina e diesel. Tuttavia, con la transizione dei conducenti ai motori elettrici, questo flusso di entrate sta evaporando.

L’urgenza di trovare un sostituto è aggravata dalle recenti misure economiche:
– Il governo ha recentemente dimezzato le accise sul carburante per tre mesi (a partire da aprile 2026) per alleviare l’aumento dei costi della benzina.
– Man mano che il numero dei veicoli elettrici aumenta, le entrate “mancanti” derivanti dalle tasse sul carburante diventano una questione fiscale più urgente.

Il meccanismo proposto probabilmente addebiterebbe gli automobilisti in base alla distanza percorsa, utilizzando potenzialmente i rapporti annuali sul chilometraggio o il tracciamento GPS dell’auto per calcolare i costi.

Lezioni dal passato e tendenze globali

Il percorso verso un’accusa federale è irto di ostacoli legali e politici. Nel 2021, Victoria ha tentato di attuare uno schema simile, addebitando ai proprietari di veicoli elettrici 2,8 centesimi per chilometro. Tuttavia, l’Alta Corte d’Australia ha dichiarato incostituzionale il regime nel 2023, costringendo lo Stato a rimborsare tutte le entrate riscosse. Questa battuta d’arresto legale ha reso il governo federale più cauto su come strutturare la propria versione.

I leader del settore sollecitano il governo a guardare oltre la semplice tassazione. Scott Maynard, capo di Polestar Australia, sostiene che invece di limitarsi ad aggiungere un nuovo costo alla proprietà dei veicoli elettrici – che molti vedono come una “tassa sottilmente velata” – il governo dovrebbe sfruttare questo momento per rivedere l’intera struttura delle tariffe automobilistiche.

Modelli alternativi

L’Australia potrebbe guardare ai precedenti internazionali per trovare un approccio più equilibrato:
Il modello neozelandese: la Nuova Zelanda prevede di passare a un sistema in cui l’accisa sul carburante verrà completamente rimossa, sostituita da una tassa universale per gli utenti della strada (RUC) applicata a tutti i veicoli in base al peso e alla distanza entro il 2027.
L’approccio della “tariffa consolidata”: Invece di aggiungere nuove tasse oltre all’immatricolazione e alla licenza, alcuni suggeriscono di conciliare tutti gli oneri automobilistici in un unico sistema trasparente.

Conclusione

Ritardando la tassazione degli utenti stradali, il governo australiano sta dando priorità alla crescita del mercato dei veicoli elettrici rispetto al recupero immediato delle entrate. La sfida resta trovare un modo per finanziare le infrastrutture stradali senza penalizzare proprio la transizione che il governo sta cercando di promuovere.