L’Environmental Protection Agency (EPA) sotto l’amministrazione Trump ha annunciato che rimuoverà gli incentivi normativi per la tecnologia stop-start del motore nei veicoli, una mossa descritta dal capo dell’EPA Lee Zeldin come l’eliminazione di un requisito “assurdo”. Questo cambiamento di politica solleva interrogativi sul suo impatto pratico, dato che molti veicoli più recenti includono già questa funzionalità di risparmio di carburante. La decisione dell’EPA, pur non essendo un divieto assoluto, altera il panorama finanziario per le case automobilistiche, eliminando i vantaggi precedenti derivanti dall’implementazione della tecnologia.
Risposte delle case automobilistiche: un miscuglio
Le reazioni delle principali case automobilistiche variano notevolmente. Alcuni sostengono apertamente il cambiamento, mentre altri rimangono titubanti o si rimettono alle associazioni di settore. Le risposte rivelano una complessa interazione tra conformità normativa, richieste del mercato e strategia aziendale.
Hyundai è stata la più diretta nella sua dichiarazione, chiarendo che l’azione dell’EPA rimuove incentivi piuttosto che imporre un divieto: “La tecnologia start-stop non è mai stata imposta a livello federale, e la recente azione dell’EPA rimuove gli incentivi normativi ad essa associati”. Hyundai continuerà a valutare il suo utilizzo in base al feedback dei clienti e all’evoluzione delle normative.
Ford ha espresso una chiara approvazione, allineandosi con la posizione dell’amministrazione: “Apprezziamo il lavoro del presidente Trump e dell’amministratore Zeldin per affrontare lo squilibrio tra gli attuali standard sulle emissioni e la scelta del cliente”. L’azienda ha ribadito il suo sostegno a uno standard nazionale unico e stabile che dia priorità alle preferenze dei consumatori e alla crescita economica.
Silenzio e deferenza: la risposta della maggioranza
Molte case automobilistiche hanno rifiutato di commentare o hanno offerto informazioni minime. Subaru ha affermato che era “troppo nuovo per sapere qualcosa al riguardo”, mentre General Motors e Honda hanno semplicemente affermato di non avere “niente da condividere in questo momento”. Allo stesso modo Toyota e Nissan si sono affidate all’Alliance for Automotive Innovation (AFAI), un collettivo che rappresenta 42 case automobilistiche.
Prospettiva del settore: attenzione alla flessibilità
John Bozzella, CEO di AFAI, ha definito la decisione dell’EPA coerente con i suoi precedenti sforzi per rivedere gli standard sulle emissioni stabiliti dalla precedente amministrazione. Ha sostenuto che le normative precedenti erano “estremamente difficili da raggiungere per le case automobilistiche, data l’attuale domanda di mercato per i veicoli elettrici”, sottolineando la necessità di “una scelta di veicoli per i consumatori” e un “percorso a lungo termine di riduzione delle emissioni”.
Cosa significa
La mossa dell’EPA segnala un allontanamento dai rigidi mandati sull’efficienza del carburante, dando priorità alle forze di mercato e alle preferenze dei consumatori. Le diverse risposte delle case automobilistiche suggeriscono che l’impatto immediato sarà limitato, con la maggior parte delle aziende che probabilmente aspetteranno di vedere come si svilupperà la politica prima di apportare modifiche significative. L’effetto a lungo termine dipenderà dal fatto che il panorama normativo si stabilizzi o continui ad evolversi sotto le future amministrazioni.
La realtà è che questa azione riflette una tendenza più ampia: un deliberato ritiro delle normative ambientali sotto l’amministrazione Trump, con l’obiettivo di ridurre gli oneri sull’industria facendo appello agli elettori conservatori. Il vero risultato rimane incerto, ma il cambiamento negli incentivi ha già alterato i calcoli per le case automobilistiche, rallentando potenzialmente l’adozione della tecnologia stop-start nel mercato statunitense.




















