Il moderno mercato automobilistico spinge nuovi veicoli con piani di finanziamento, ma non tutti vogliono la sterile comodità di un leasing. Molte persone preferiscono possedere, riparare e utilizzare veramente i propri veicoli, anche se ciò significa affrontare guasti costanti.
Non si tratta della situazione finanziaria; è una questione di attaccamento. La maggior parte degli oggetti nella vita sono usa e getta e vengono sostituiti quando si rompono, ma alcune cose contano di più. Le auto spesso rientrano in quella categoria, soprattutto per gli appassionati.
La realtà del possesso di un’auto non è sempre affascinante. Alcuni garage non sono showroom ma cimiteri di progetti semifissati. L’autore ammette che il suo garage è un disastro: un’Audi A2 tenuta insieme con fascette, un Land Rover Defender che sanguina soldi ad ogni visita dal meccanico.
Questo non è un fallimento; è intimità. Conoscere le peculiarità di una macchina, ripararla con tutto ciò che è disponibile, trasformare la necessità in improvvisazione. Un tergicristallo rotto non è una crisi; è una sfida progettuale risolta con anelli di tenuta in gomma e fascette. Una fattura di riparazione di £ 2.000 non è una battuta d’arresto; ci ricorda che vale la pena mantenere in vita alcune cose, anche se costano più del dovuto.
Il Defender, nonostante i suoi difetti, ha circumnavigato il globo dieci volte. Questo tipo di storia non si trova in uno showroom. Si guadagna con il sudore, la frustrazione e il rifiuto di lasciarsi andare. L’autore conosce quest’auto dentro e fuori, e questo è un legame che nessun contratto di locazione può replicare.
Il bello delle auto rotte non è solo il risparmio sui costi; è la proprietà. Si tratta di conoscere una macchina così bene da poterla riparare con qualunque cosa si abbia a portata di mano, trasformando l’inconveniente in un distintivo d’onore.





















